Il ragazzo invisibile
Un film di Gabriele Salvatores. Con Ludovico Girardello, Valeria Golino, Fabrizio Bentivoglio, Noa Zatta
Voto MyMovies: 3 stelle e mezzo
Voto Cavalli Selvaggi: 7-
Un film di formazione dentro a un film
fantastico: ne Il ragazzo invisibile Salvatores sperimenta nella
stessa pellicola due generi praticamente inediti in Italia. Si è
indecisi se restare increduli o affascinati dalla storia di un
ragazzino-eroe invisibile che, a Trieste!, sconfigge i nemici vestito
di una tutina nera con una C cirillica disegnata sul petto e aiutato
da un amico che spara con un fucile di paint-ball. Andrebbe
apprezzato il coraggio, a prescindere. Ma da un regista premio Oscar,
peraltro sostenuto da una lunga e ostentata serie di sponsor (fra cui
noi stessi: il film gode dei contributi ministeriali...), non è
reato aspettarsi qualcosa in più del coraggio e delle buone
intenzioni. Anche perché, come dicono, di buone intenzioni è
lastricata la via per l'inferno. Si è indecisi: trattasi di grande
invenzione artistica o di bassa parodia dei film Marvel?
Trieste, oggi. Michele Silenzi, 13
anni, orfano di babbo, è vittima di bullismo, a scuola non si
applica ed è innamorato (ovviamente non ricambiato) della ragazzina
appena arrivata da non-si-sa-quale-città. Un giorno scopre di avere
il dono dell'invisibilità e, come prevedibile, nei successivi 40
minuti lo spettatore scopre insieme a lui cosa significhi vivere una
vita da invisibile: fra incursioni negli spogliatoi femminili al ben
più banale raffreddore (non è salutare girare nudi per Trieste
quando tira la bora). Poi il film ha un'inattesa svolta thriller
[ATTENZIONE, SPOILER!]: si viene a sapere, grazie al grosso sforzo
didascalico degli sceneggiatori, che alcune spie russe lo stanno
cercando perché figlio naturale di una coppia di “speciali”,
cavie umane sopravvissute a Chernobyl e dotate per questo di
super-poteri, e che prima di arrivare a lui hanno rapito erroneamente
tre suoi compagni di classe, fra cui guarda caso la ragazzina di cui
era innamorato. Si salveranno tutti, non vi preoccupate, e alla fine
Michele e Stella si metteranno pure insieme.
Fumetti, super-eroi, thriller,
drammatico, formazione, temi adolescenziali. C'è tutto e di più. Il
ragazzo invisibile galleggia sopra una serie di generi senza mai
scegliere, come un aereo che volteggia sopra l'aeroporto prima
che si liberi la pista di atterraggio. E, in attesa che l'aereo
atterri, lo spettatore non può non notare alcuni errori e forzature.
Ne citerò alcuni: il secchio di vernice fresca accanto al faro; il
proiettile del fucile di Ivan “il terribile”; il bacio fra
l'invisibile Michele e Stella; il finale sapore di miele dove non
muore nessuno e tutti i buoni si salvano.
Piccolo dettaglio da nerd: sui titoli
di coda, Salvatores lascia ampi margini di spazio per un probabile
sequel, eventualità che dimostra quanto il regista credesse in
questo progetto ma che al tempo stesso distrugge la possibile tesi
interpretativa che si sia trattato di un incubo di Michele, e non di
una storia veramente vissuta.
Insomma, alla fine si resta indecisi.
Grande invenzione o bassa parodia? Di sicuro, ed eccoci a una
conclusione, a livello tecnico-formale l'innovazione c'è: discreto
tocco in regia, scenografie esterne da applausi, ma soprattutto una
fotografia azzecatissima, magica e iper-realistica (guardate gli
occhi di Stella, sembrano di vetro), cioè quanto di più lontano si
possa abbinare alla fredda e sveviana Trieste.

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