lunedì 29 dicembre 2014

Il ragazzo invisibile

Il ragazzo invisibile

Un film di Gabriele Salvatores. Con Ludovico Girardello, Valeria Golino, Fabrizio Bentivoglio, Noa Zatta
Voto MyMovies: 3 stelle e mezzo
Voto Cavalli Selvaggi: 7-

Un film di formazione dentro a un film fantastico: ne Il ragazzo invisibile Salvatores sperimenta nella stessa pellicola due generi praticamente inediti in Italia. Si è indecisi se restare increduli o affascinati dalla storia di un ragazzino-eroe invisibile che, a Trieste!, sconfigge i nemici vestito di una tutina nera con una C cirillica disegnata sul petto e aiutato da un amico che spara con un fucile di paint-ball. Andrebbe apprezzato il coraggio, a prescindere. Ma da un regista premio Oscar, peraltro sostenuto da una lunga e ostentata serie di sponsor (fra cui noi stessi: il film gode dei contributi ministeriali...), non è reato aspettarsi qualcosa in più del coraggio e delle buone intenzioni. Anche perché, come dicono, di buone intenzioni è lastricata la via per l'inferno. Si è indecisi: trattasi di grande invenzione artistica o di bassa parodia dei film Marvel?

Trieste, oggi. Michele Silenzi, 13 anni, orfano di babbo, è vittima di bullismo, a scuola non si applica ed è innamorato (ovviamente non ricambiato) della ragazzina appena arrivata da non-si-sa-quale-città. Un giorno scopre di avere il dono dell'invisibilità e, come prevedibile, nei successivi 40 minuti lo spettatore scopre insieme a lui cosa significhi vivere una vita da invisibile: fra incursioni negli spogliatoi femminili al ben più banale raffreddore (non è salutare girare nudi per Trieste quando tira la bora). Poi il film ha un'inattesa svolta thriller [ATTENZIONE, SPOILER!]: si viene a sapere, grazie al grosso sforzo didascalico degli sceneggiatori, che alcune spie russe lo stanno cercando perché figlio naturale di una coppia di “speciali”, cavie umane sopravvissute a Chernobyl e dotate per questo di super-poteri, e che prima di arrivare a lui hanno rapito erroneamente tre suoi compagni di classe, fra cui guarda caso la ragazzina di cui era innamorato. Si salveranno tutti, non vi preoccupate, e alla fine Michele e Stella si metteranno pure insieme.

Fumetti, super-eroi, thriller, drammatico, formazione, temi adolescenziali. C'è tutto e di più. Il ragazzo invisibile galleggia sopra una serie di generi senza mai scegliere, come un aereo che volteggia sopra l'aeroporto prima che si liberi la pista di atterraggio. E, in attesa che l'aereo atterri, lo spettatore non può non notare alcuni errori e forzature. Ne citerò alcuni: il secchio di vernice fresca accanto al faro; il proiettile del fucile di Ivan “il terribile”; il bacio fra l'invisibile Michele e Stella; il finale sapore di miele dove non muore nessuno e tutti i buoni si salvano.

Piccolo dettaglio da nerd: sui titoli di coda, Salvatores lascia ampi margini di spazio per un probabile sequel, eventualità che dimostra quanto il regista credesse in questo progetto ma che al tempo stesso distrugge la possibile tesi interpretativa che si sia trattato di un incubo di Michele, e non di una storia veramente vissuta.

Insomma, alla fine si resta indecisi. Grande invenzione o bassa parodia? Di sicuro, ed eccoci a una conclusione, a livello tecnico-formale l'innovazione c'è: discreto tocco in regia, scenografie esterne da applausi, ma soprattutto una fotografia azzecatissima, magica e iper-realistica (guardate gli occhi di Stella, sembrano di vetro), cioè quanto di più lontano si possa abbinare alla fredda e sveviana Trieste.

Nessun commento:

Posta un commento