I sette

I TERZI SETTE
Le 7 canzoni di Jovanotti che spiegano il suo primato



Un anno fa, più o meno in questi giorni, usciva il primo singolo del tredicesimo album di Lorenzo Jovanotti Cherubini. Il #jova era già all'apice nel 2014 - anzi a esser precisi, se proprio dovessimo trovare un traguardo simbolico della sua leadership nazionale, mi piace seguire l'autorevole opinione di Ernesto Assante che fissa questo momento al 4 agosto 2013

Comunque, dicevamo, il #jova era già all'apice nel dicembre 2014, prima di presentare il nuovo album pieno zeppo di contenuti (30 canzoni!); il videoclip interattivo de Gli immortali; il tour infinito nell'estate più calda dal 1903; il tour invernale, più intimo e riflessivo; l'edizione amarcord de La Stampa; il libro di Massimo Poggini; il docu-film per Sky.

Ecco le 7 canzoni che rivelano il percorso artistico e spiegano i motivi di questa leadership sudata nel tempo. Ce n'è abbastanza per tutti.


1.Ragazzo fortunato (1992). Scanzonato, ingenuo, sgrammaticato (perché non c'è niente che ho bisogno, a me mi fai impazzire). Ma anche un Jovanotti cazzuto: la sua parabola qui inizia e qui finisce, nel senso che gli elementi del primo #jova, un giovane adulto degli anni 90 che non ha conosciuto la guerra né il 68 né gli anni di piombo, che sa tante cose ma che fa di tutto per non dimostrarlo, tornano oggi nelle sue ultime canzoni.

2.Chissà se stai dormendo (1992). Immediatezza e genuinità: molte delle canzoni d'amore di Jovanotti hanno questo sapore delicato, si sfiorano le emozioni, si tratteggiano con la matita. E poi restano lì. Sussurrate. Prendete i testi, per esempio: #jova è sempre stato bravo, dal lontano 1992, a percepire gli sguardi, i dettagli, i movimenti, il battito d'ali delle farfalle. Un po' come faceva Max Pezzali (leader indiscusso dei troppo maltrattati anni 90), un po' come fa oggi Tiziano Ferro. I sentimenti non si raccontano, i sentimenti si evocano.
Vedi anche: Dove ho visto te, Come musica, Raggio di sole, Serenata rap, Mi fido di te, Stella cometa.

3.Penso positivo (1994). “Io credo che a questo mondo esista solo una grande chiesa che
passa da Che Guevara e arriva fino a Madre Teresa”: il mondo si divide fra coloro che considerano questi versi un mantra (i fan) e coloro che li considerano una blasfemia (i cristiani fondamentalisti e i non fan). Detto che per me è più di un mantra, noterei come il bombardamento quasi ossessivo di messaggi e parole chiave così forti quanto così banali, pensa positivo! - non si molla un cazzo - solocosebelle, sia oggi un tormentone fin troppo ricorrente nella società, nella politica, nei media. E soprattutto nei social. E lui lo cantava 21 anni fa.

4.Fango (2007). Uno dei pochi testi che hanno ricevuto un premio, lo prendiamo come emblema del #jova che sa anche scrivere e – quando il contesto lo richiede – sente il dovere morale di sforzarsi per scavare in profondità. E' in assoluto il #jova che mi piace di più. Terra degli uomini, brano mai uscito come singolo e sconosciuto ai più, è già stato proposto in due tour dal 2013 ad oggi: non lo canta nessuno, ma sul climax finale tutti applaudono.
Vedi anche: Ora, La notte dei desideri.

5.A te (2008). La canzone più usata al taglio della torta nei matrimoni italiani. Non occorre aggiungere altro.
 

6.Megamix (2011). Oppure Tanto (2005) oppure ancora L'astronauta (2015). #jova è, prima di tutto, un eccezionale sperimentatore. Magari maldestro, magari rudimentale. Magari poco artistico, diciamo. Però è lunga la lista di brani con una loro struttura particolare, bagaglio concreto e tangibile dell'eclettismo straripante di un musicista nato dj.

7.Ti porto via con me (2013). Forse la più rappresentativa di un lungo filone a cavallo fra gli anni 00 e gli anni 10 (Baciami ancora, Tutto l'amore che ho, Il più grande spettacolo, Mezzogiorno): un vero e proprio genere nuovo di canzonette d'amore, celebrato dai critici (in primis l'Ernesto Assante di cui sopra) come modello per tutti i colleghi contemporanei, che accelera il battito della melodia, alza il ritmo, fa ballare, abbatte i toni drammatici delle canzonette simil-Sanremo. E' il genere che amano le adolescenti e – forse per questo – a me non fa impazzire. Ma riconosco l'innovazione.

BONUS TRACK: L'ombelico del mondo (1994). Perché su L'ombelico del mondo viene giù lo stadio.
(L'evidente salto in questa classifica, dal 1994 al 2007, non è voluto. Ma probabilmente non è neanche un caso. Il #jova del "cancella il debito" non è mai piaciuto a nessuno. Neanche a se stesso)

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