giovedì 25 dicembre 2014

Happy for Fedez!

Il 2014 passerà alla storia per la Germania campione del mondo, per Renzi, l'Isis, l'Ebola, La grande bellezza, il bastone per fare i selfie e l'iPhone 6. Il 2014 passerà alla storia anche perché, nell'epoca della super-condivisione digitale, è mancato il vero tormentone musicale su scala mondiale. Nessun disco che ha dominato, nessun artista esploso davvero.
Ecco la mia personalissima playlist delle canzoni che più di altre hanno rappresentato (e rappresenteranno per sempre?) la cultura, lo spirito e la mentalità del secondo anno pari non bisestile del decennio.


1. Happy, Pharrel Williams
Musicista, cantante, dj, produttore e quindi imprenditore, attore, stilista. L'emblema dell'artista contemporaneo multitasking che sa stare sulla cresta grazie alla capacità di adattarsi a tutti i pubblici e tutte le sfide, Pharrel Williams si è definitivamente consacrato con un brano che in sé non dice niente ma che ha venduto 13 milioni di copie, ha un video di 24 ore e su Yt vanta 525 milioni di visite. Un inno alla gioia dei giorni nostri, molto banale quanto efficace. Del resto, si sa, se dovessimo fare una classifica degli hashtag che sono diventati frasi di senso comune, #maiunagioia e #solocosebelle andrebbero direttamente sul podio.

2. Stolen dance, Milky Chance
Brano orecchiabile dal ritmo così piatto che sembra una ninna-nanna, avrebbe potuto avere il successo di tormentoni simili nello stile, quali Somebody that I used to know di Gotye o il già storico Crazy di Gnarls Barkley. Invece è sceso dalle radio per approdare nelle discoteche, senza passare dalle grandi masse. Nel 2014 non ci si improvvisa tormentoni, Stolen dance ne è l'esempio.

3. A sky full of stars, Coldpay feat. Avicii
Frutto di un connubio così prevedibile che non ha fatto nemmeno notizia, il connubio fra la pop-band più importante degli anni 00 e il dj emergente mondiale, la canzone rappresenta il 2014 perché probabilmente ultimo pezzo di successo commerciale per la storia dei Coldplay. Son passati quasi 10 anni da Fix you, era fisiologico che accadesse.

4. Lovers on the sun, David Guetta feat. Sam Martin
“Forzo” questa personale classifica inserendo un brano che (ingiustamente) non è riuscito a diventare il tormentone dell'estate. Copiando da Avicii ed altri la moda di dare suggestioni western ai pezzi dance, quasi come ci fosse stato un inatteso e blasfemo ritorno a Ennio Morricone, il vecchio David Guetta qui è tornato il vero David Guetta, quello di Titanium per intenderci, il più grande dj del mondo e forse della storia contemporanea. Uno che non si è seduto negli allori.

5. Don't wait, Mapei
L'antipodo di Pharrel Williams.

6. Bailando, Enrique Iglesias
Prendi un brano scritto appositamente per esser ballato, nelle palestre (zumba) o nelle sale di ballo latino-americano, e fallo diventare hit mondiale. Fenomeno sociale che, chissà, forse ne spiega altri due: 1, oggi i gusti culturali e artistici sono guidati dalle milf?; 2, non esistono più i generi musicali come identificazione di una categoria di persone? (della serie: se balliamo il latino-americano al Tenax, allora si può ascoltare hip hop anche in giacca e cravatta?).

7. Magnifico, Fedez feat. Francesca Michielin
Fra i milioni di utenti che vanno pazzi per questo brano, quanti si sono accorti che il ritornello è sintatticamente pieno di errori da matita rossa e che dice parole senza senso? Ma chissene, anche Jovanotti ne ha fatti di strafalcioni (“non c'è niente che ho bisogno”). Mai sottovalutare l'intelligenza e la competenza di chi vive nel mondo dello spettacolo, anche quando crea puttanate. Era naturale che unendo nel 2014 il top mainstream della cultura hip hop con il top artistico della schiera proveniente dai talent, il risultato fosse un successo straordinario di pubblico, e tanto basta per fare i complimenti a Fedez e al suo produttore. E la Michielin, in fin dei conti, è davvero brava.

BONUS TRACK. Chandelier, Sia. Ascoltatevi la versione acustica, da brividi.






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