Alex è di Vipiteno, Carolina di
Bolzano. Vipiteno e Bolzano, Bolzano e Vipiteno: 66 chilometri nel
Sud Tirol, 66 chilometri in un mondo troppo distante dall'Italia,
eppure italiano.
Alex marcia, Carolina pattina. Alex si
allena da dicembre a settembre; Carolina da agosto ad aprile. Alex
deve sempre avere un contatto col terreno, Carolina deve decollare
dal terreno e roteare sospesa nell'aria.
Sono fuoriclasse di due
sport dove regna l'Equilibrio: Alex gioca con l'equilibrio temporale
del piede destro che stacca nel momento in cui il sinistro lo
appoggia al terreno; Carolina gioca con l'equilibrio spaziale di
reggersi su una gigantesca lastra di ghiaccio grazie a una
sottilissima e millimetrica lama. Spazio e tempo, tempo e spazio.
Centesimi di secondo e millimetri. Vite ancora relativamente brevi,
ma già consumate, prosciugate dalla continua – incessante –
inesorabile esasperazione delle due dimensioni. Spazio e tempo.
Alex
passa un terzo delle sue giornate a marciare, destro sinistro, destro
sinistro. Immerso nella Natura. Carolina passa un terzo delle sue
giornate su quell'ovale di ghiaccio artificiale, in un ambiente
chiuso, spettrale, senza spettatori. Lontana dalla Natura.
Nel 2008 Alex e Carolina si incontrano
e decidono di condividere le rispettive fredde solitudini.
Nel pieno dell'ardore fra i due amanti e nel caldo umido di Pechino – un'altra
Galassia rispetto al freddo secco di Vipiteno – Alex vince la sua
medaglia d'oro ai Giochi olimpici. Riesce là dove Carolina aveva
prima fallito, troppe pressioni troppe attese in quel di Torino, e
dove poi fallirà, a Vancouver, il destino dell'eterna promessa, del
talento già sprecato, della campionessa incompiuta.
A Torino come a Vancouver, due cadute.
Fisiche.
Il 30 luglio 2010 Alex si ritira dalla
50 km degli Europei di Barcellona. Problema muscolare, sì. Ma c'è
dell'altro, un qualcos'altro che all'epoca non fece notizia.
Da
due anni non riesco più a gioire. Una gara così, con un minimo di
condizione, l'avrei dominata. In questo sport devi essere umile,
avere voglia di spaccare il mondo, ma per me dopo i Giochi è tutto
scontato. Non mi diverto più. Se arrivo secondo è già una
delusione. Devo rispettare chi è qui e fatica, così non va bene.
Devo pensarci. E ancora: Non è un problema fisico, ma ho
la sensazione che il mio corpo faccia di tutto per non fare fatica.
Il 6 agosto 2012 il mondo cade addosso
ad Alex, e questa sì che fu notizia.
A Barcellona come a Londra, due cadute.
Morali.
Quante metafore c'abbiamo costruito
attorno alla parola caduta, vero?
Carolina, dirà lei, non s'è mai
accorta di nulla. Alex e Carolina non si misero insieme per
sconfiggere le rispettive solitudini, si misero insieme affinché le
solitudini si consolassero a vicenda.
Ma, comunque, per quanto ne sappiano i
cronisti di due comunissimi fidanzatini che viaggiano anni luce
distanti dalla movida e dal gossip, in giro si dirà che Carolina non
abbandona mai Alex.
Se ami qualcuno decidi di stargli accanto.
Non mi sono chiesta se fosse facile o difficile perché era una cosa
che sentivo spiega lei a Panorama.
Il 20 febbraio 2014 Carolina vince la
sua prima medaglia olimpica. Riesce là dove il suo ormai ex
fidanzato non era riuscito: rialzarsi dalle cadute. Come se prima non potesse spiccare il volo, come se il fardello del suo compagno le impedisse di decollare e la imprigionasse a terra.
Come se solamente ora avesse imparato dai suoi errori, guardandoli nel volto sofferente di lui.
Eppure oggi il mondo reale sembra essersi dimenticato di questa storia, di questa favola. Il mondo reale, per bocca di Wikipedia, ci dice che Alex Schwazer è ancora fidanzato
con Carolina Kostner.
Mentre sulla pagina di Carolina Kostner non c'è alcuna traccia di Alex Schwazer.
Ma noi sappiamo che la storia è un'altra. Wikipedia fottiti.
Londra 2012, cerimonia di apertura dei
Giochi. Aldo Grasso scrive su Il Corriere della Sera: “Di fronte a simili
manifestazioni bisogna diventare un po’ bambini, lasciarsi
trasportare, credere anche alle favole. Perché, in fondo,
l’Olimpiade è l’ultima favola moderna che ci resta”.


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