sabato 7 gennaio 2017

La vigilia di Natale in famiglia, anzi no, nelle famiglie


E' una delle poche ed ultime eredità che mi ha lasciato il Comandante: la vigilia di Natale non in famiglia ma nelle famiglie. Viaggiando su strade vuote e piombando nei cortili freddi e riscaldati solo dalle luminarie annoiate all'ora di cena, o all'ora dell'amaro (che è decisamente una fortuna), bussando ai vetri appannati dal calore interno e presentandosi in soggiorno come Babbo Natale e il suo accompagnatore. Sconquassando finalmente la serata dei bambini che fremevano dalle 3 del pomeriggio. Dalle 3 del pomeriggio del 26 dicembre dell'anno prima, s'intende.

Dieci vigilie di Natale così. Cambiano i luoghi, cambiano le famiglie, cambiano i Babbi Natali. E cambio anch'io, che vedo crescere i bambini di 10 centimetri per volta e le loro reazioni che cambiano di 10 tonalità per volta: dalla paura alla frenesia, dalla simpatia fino alla freddezza.

Per chi è giustamente ancorato alle proprie Tradizioni il gesto è assolutamente inconcepibile e forse addirittura blasfemo. Ma Babbo Natale ha un ruolo designato dall'Alto e qualcuno dovrà pur accompagnarlo. Oh, mica andiamo a divertirci noi!

Babbo Natale entra in casa e avvampa subito di caldo. Non ha bisogno di cercare il bambino o fare chissà che cosa per attirare l'attenzione, perché è lui il protagonista tanto atteso sulla scena, è la guest star della serata, e questa simpatica distrazione scioglie gli astanti, li disinibisce, li svincola dai fastidiosi clichet contenuti nel Manuale del buon parente. Ed è qui, in un'atmosfera sempre dominata da colori caldi, che scatta la scintilla e si respira il vero Focolare domestico: l'odore antico della cucina; lo zucchero a velo spruzzato sulla tovaglia rossa; i vestiti a festa; il rossetto sui biccheri di cristallo; gli addobbi raffinati che luccicano intermittenti seguendo le lucine del presepe e i ben più mortali bicchieri di plastica rossa. L'incredibile azzeramento funzionale della televisione, talvolta tenuta accesa per una semplice variazione cromatica al design. I millemila regali mostruosamente imperanti per i bambinetti e i pacchetti minuscoli per gli adulti – MA CHE SENSO HA FARSI I REGALI DA 5 EURO FRA PARENTI???

Si assiste a un rito familiare più che religioso, un rito che si ripete diverso ma straordinariamente uguale nello spirito in tutte le famiglie, povere e ricche, chi cena alle 7 e chi cena alle 10, ed è nella pura intimità del Focolare domestico che si percepisce la Festa, perché nella Festa ci si raduna tutti nessuno escluso – Unica Notte all'anno - senza pensare all'orologio, al lavoro, a che ora apre il bar e a che ora inizia il film al cinema

Babbo Natale e il suo elfo sorridono volentieri con gli astanti, bevono un bicchierino e si sentono partecipi come fossero dei normalissimi cugini. Di secondo grado, dai. Ammira e condividi tutte queste sfumature di colori rossi e verdi, di tavole piene di pandori farciti o di banali cavallucci induriti, di kiwi o ananas, di spumante dolce o vin santo. Ammira e condividi. 

Non so perché Babbo Natale si sia scelto questo lavoro così usurante, ma so che se volesse potrebbe scrivere un trattato sui significati reconditi di un rito troppo spesso violentato da Forze oscure troppo più grandi di noi, maledette e ineluttabili, che non mi permetterei neanche di nominare. O forse vorrebbe ma non lo scrive per paura di venir licenziato.


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