(Si comincia con uno spazio bianco. Non dev’essere necessariamente
carta o tela, ma secondo me dev’essere bianco. Noi diciamo bianco perché
abbiamo bisogno di una parola, ma la definizione giusta è “niente”. Il
nero è l’assenza della luce, ma il bianco è l’assenza della memoria, il
colore del non ricordo.
Certe volte nelle ore piccole penso
all’orizzonte. Bisogna stabilire l’orizzonte. Bisogna segnare il bianco.
Un atto abbastanza semplice, direte, ma ogni atto che rifà il mondo è
eroico.)
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