martedì 18 agosto 2020

Un Manuale italiano delle Gite Fuori Porta, ecco cosa ci manca

Sono stato a Civita di Bagnoregio nel 2010, esattamente dieci anni fa, in altissima stagione. Fermai la macchina in un piccolo parcheggio (semivuoto) all'ingresso del paese, pagando 1 euro al volontario con il giubbetto catarifrangente, lì appostato in rappresentanza del Comune o della Proloco, non saprei. Ci sono tornato nel gennaio 2013. La città che muore era all'epoca uno slogan azzeccatissimo perché effettivamente di cose vive ce n'erano ben poche. A Linea Verde, tempo fa, fu detto che dal 2013 ad oggi Civita ha incrementato del 400% le visite giornaliere, arrivando a un picco di 10mila persone al giorno che pagano lautamente prima il parcheggio (2€/ora) e poi il ticket per la visita (5€).


Il fenomeno Rasiglia, esploso circa quattro anni fa, pare essersi un po' sgonfiato.

Non ho dati né testimonianze dell'ultima ora, ma credo che in questi giorni di vacanza l'unica strada che porta al paesino sia comunque sempre intasata da macchine, camper e paninari vari. I residenti, gli stessi che – perlomeno a quanto si legge in alcuni siti specializzati – si erano impegnati per mezzo di un'attivissima Proloco a promuovere questi canaletti d'acqua corrente che scorrono lungo i vicoli del borgo, adesso chiedono sostegno alle istituzioni per regolamentare il caos. E come lo ordini il disordine?


Il Lago di Braies, per il quale le autorità hanno imposto da alcuni anni una sorta di prenotazione obbligatoria con accesso contingentato al grande parcheggio che era stato a sua volta realizzato proprio per rimediare all'assedio di visitatori, è probabilmente il più grande paradosso del turismo moderno italiano. Talmente ricercato, frequentato, inflazionato, rumoreggiato, che fa il giro “inverso”: invece di valorizzare i fondamenti dell'identità paesaggistica e culturale che conserva, quella del Patrimonio Unesco delle Dolomiti, sembra quasi che li tradisca. Suo malgrado, conviene specificare. 

 


È curioso che un argomento di portata così vasta, direi nazional-popolare, sia sempre passato quasi in silenzio sui media, sui social, nella politica. Il tema delle Gite Fuori Porta e del loro sviluppo 2.0. Siamo sempre andati a fare le scampagnate, lo so: una volta si andava a San Marino o alle Grotte di Frasassi (il cui biglietto, oggi, costa 18€); oggi si scopre che esiste un Patrimonio Unesco ad appena 40 minuti di macchina (Valdorcia) e preferiamo Volterra a San Gimignano solo perché a Volterra ci sono quei grandi cerchi rossi così instagrammabili.

È difficile valutare in quali misure abbiano influito Tripadvisor e Instagram, ma sicuramente hanno influito, nel processo per certi versi improvviso e non controllabile di Consumismo del Luogo, per il quale borghi caratteristichi, luoghi d'arte e siti naturalistici devono piegarsi alle logiche della fruizione di massa se vogliono continuare a sopravvivere. Compromesso inesorabile e doloroso. Perché i posti belli cessano di esserlo non appena diventano anche popolari? Come è possibile tutelarli, se non è possibile valorizzarli? Non ho le risposte e non pretendo che nessuno – amministratori pubblici o privati – le debba avere. Ma credo che sarebbe sufficiente parlarne, e torno a quanto scrivevo qualche riga sopra.


Se le voci da bar, le mode estemporanee, la noia della domenica pomeriggio senza Serie A, le recensioni su TA scritte col telefono mentre si guida, le foto filtratissime di IG (nelle cui gerarchie, peraltro, spiccano sempre le immagini dei culi al vento, e questo già dovrebbe far suonare un campanello d'allarme all'utente con più di due neuroni in testa...) – se tutto ciò confonde e mistifica le informazioni di un determinato Luogo, perché non incentivare una conoscenza più pulita, coerente e onesta? Perché Linea Verde quando parla dell'assedio dei turisti a Civita non menziona il fatto che il paesello è indecorosamente deturpato da decine di ristoranti (nel 2013 ce n'era uno!)? Perché arrivi a Premilcuore (incantevole locus amoenus nel Casentino forlivese), violentato da rifiuti e altre robe oscene, e l'unico ausilio informativo per te forestiero è un foglio A4 scritto in un italiano un po' affrettato e attaccato con l'adesivo a un palo della luce?


Nessun commento:

Posta un commento