Sono stato a Civita di Bagnoregio nel
2010, esattamente dieci anni fa, in altissima stagione. Fermai
la macchina in un piccolo parcheggio (semivuoto) all'ingresso
del paese, pagando 1 euro al volontario con il giubbetto
catarifrangente, lì appostato in rappresentanza del Comune o della
Proloco, non saprei. Ci sono tornato nel gennaio 2013. La città che
muore era all'epoca uno slogan azzeccatissimo perché effettivamente
di cose vive ce n'erano ben poche. A Linea Verde, tempo fa, fu detto che
dal 2013 ad oggi Civita ha incrementato del 400% le visite
giornaliere, arrivando a un picco di 10mila persone al giorno che
pagano lautamente prima il parcheggio (2€/ora) e poi il ticket per
la visita (5€).
Il fenomeno Rasiglia, esploso circa
quattro anni fa, pare essersi un po' sgonfiato.
Non ho dati né
testimonianze dell'ultima ora, ma credo che in questi giorni di
vacanza l'unica strada che porta al paesino sia comunque sempre
intasata da macchine, camper e paninari vari. I residenti, gli stessi
che – perlomeno a quanto si legge in alcuni siti specializzati –
si erano impegnati per mezzo di un'attivissima Proloco a promuovere
questi canaletti d'acqua corrente che scorrono lungo i vicoli del
borgo, adesso chiedono sostegno alle istituzioni per regolamentare il
caos. E come lo ordini il disordine?
Il Lago di Braies, per il quale le
autorità hanno imposto da alcuni anni una sorta di prenotazione
obbligatoria con accesso contingentato al grande parcheggio che era
stato a sua volta realizzato proprio per rimediare all'assedio di
visitatori, è probabilmente il più grande paradosso del turismo
moderno italiano. Talmente ricercato, frequentato, inflazionato,
rumoreggiato, che fa il giro “inverso”: invece di valorizzare i
fondamenti dell'identità paesaggistica e culturale che conserva,
quella del Patrimonio Unesco delle Dolomiti, sembra quasi che li
tradisca. Suo malgrado, conviene specificare.

È curioso che un argomento di portata
così vasta, direi nazional-popolare, sia sempre passato quasi in
silenzio sui media, sui social, nella politica. Il tema delle Gite
Fuori Porta e del loro sviluppo 2.0. Siamo sempre andati a fare le
scampagnate, lo so: una volta si andava a San Marino o alle Grotte di
Frasassi (il cui biglietto, oggi, costa 18€); oggi si scopre che
esiste un Patrimonio Unesco ad appena 40 minuti di macchina
(Valdorcia) e preferiamo Volterra a San Gimignano solo perché a
Volterra ci sono quei grandi cerchi rossi così instagrammabili.
È difficile valutare in quali misure
abbiano influito Tripadvisor e Instagram, ma sicuramente hanno
influito, nel processo per certi versi improvviso e non controllabile
di Consumismo del Luogo, per il quale borghi caratteristichi, luoghi
d'arte e siti naturalistici devono piegarsi alle logiche della
fruizione di massa se vogliono continuare a sopravvivere. Compromesso
inesorabile e doloroso. Perché i posti belli cessano di esserlo non
appena diventano anche popolari? Come è possibile tutelarli, se non
è possibile valorizzarli? Non ho le risposte e non pretendo che
nessuno – amministratori pubblici o privati – le debba avere. Ma
credo che sarebbe sufficiente parlarne, e torno a quanto scrivevo
qualche riga sopra.
Se le voci da bar, le mode
estemporanee, la noia della domenica pomeriggio senza Serie A, le
recensioni su TA scritte col telefono mentre si guida, le foto
filtratissime di IG (nelle cui gerarchie, peraltro, spiccano sempre
le immagini dei culi al vento, e questo già dovrebbe far suonare un
campanello d'allarme all'utente con più di due neuroni in testa...) – se tutto ciò confonde e mistifica le
informazioni di un determinato Luogo, perché non incentivare una
conoscenza più pulita, coerente e onesta? Perché Linea Verde quando
parla dell'assedio dei turisti a Civita non menziona il fatto che il
paesello è indecorosamente deturpato da decine di ristoranti (nel
2013 ce n'era uno!)? Perché arrivi a Premilcuore (incantevole locus
amoenus nel Casentino forlivese), violentato da rifiuti e altre robe
oscene, e l'unico ausilio informativo per te forestiero è un foglio
A4 scritto in un italiano un po' affrettato e attaccato con l'adesivo
a un palo della luce?
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