“Provo sempre un po' di imbarazzo, mi
sento quasi in colpa, quando mi trovo a pensare che forse l'umanità
di oggi non è così brutta come viene descritta”.
Vero Lorenzo, fai bene a sentirti in
imbarazzo. Il tuo imbarazzo è la cifra di una personalità
autentica, espressione probabilmente di una filosofia sempliciotta e
perbenista, a tratti quasi fastidiosa, quando soprattutto insisti sui
tuoi tormentoni e sulle tue manie - ma comunque autentica. Il tuo imbarazzo è il
mio stupore.
C'è qualcosa di inspiegabile.
C'è qualcosa che, razionalmente, non
ha senso.
Non può avere senso che nella domenica
più calda dell'anno ci si metta in cammino lungo una strada in
salita lunga 6.800 metri (calcolati con Gps) con la consapevolezza di
rifarla anche in discesa (13.600 metri totali). Lo zaino in spalla, la crema
30 sulle spalle, cappello in testa. Il sudore che scivola sulle gambe
mischiandosi alla polvere bianca della carreccia, i passeggini che
arrancano, le famiglie che si ristorano a bordo strada mangiando
insalata di riso. E poi i volontari, tanti, angeli custodi di un
pellegrinaggio laico di circa 70mila persone.
Troppo semplice allestire concerti di
solidarietà in piazza.
Era, è, lo spirito di RisorgiMarche,
forse non troppo dichiarato ma credo auspicato: arrivare alla musica
come meta di un percorso un po' difficile, per riscoprire la Natura,
per riscoprire noi stessi in mezzo alla Natura.
Riscoprire l'autenticità di un popolo
che prova sempre un po' di ebbrezza a vivere esperienze di massa, e
questo credo sia un assioma della psicologia di massa universalmente
riconosciuto, ma sempre meglio quest'ebbrezza alle code di
Collestrada o al carnaio delle località balneari il 15 agosto.
Il nucleo dell'esperienza mistica è il
concerto. Il “palco” al centro di una radura in pendenza su tre
lati, un anfiteatro naturale su cui la musica si rinfrange con
tonalità per me inedite e sicuramente suggestive.
Niente di particolarmente spettacolare
ma pelle d'oca dall'inizio alla fine.
Canterà sul palco anche una bambina,
suonerà pure Neri Marcorè.
Sembra quasi di stare a una festa grande dei boy-scout, nel senso stereotipato del termine perché io
non ho mai preso parte a queste cose e le ho viste solo nei film.
Una festa spontanea e direi anche "ingenua" se non fosse che tendiamo a darle una concezione negativa. Una festa pura. Essenziale.
RISORGI MARCHE!


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