martedì 7 agosto 2018

Una festa ingenua, pura ed essenziale: Risorgi Marche!

Provo sempre un po' di imbarazzo, mi sento quasi in colpa, quando mi trovo a pensare che forse l'umanità di oggi non è così brutta come viene descritta”.

Vero Lorenzo, fai bene a sentirti in imbarazzo. Il tuo imbarazzo è la cifra di una personalità autentica, espressione probabilmente di una filosofia sempliciotta e perbenista, a tratti quasi fastidiosa, quando soprattutto insisti sui tuoi tormentoni e sulle tue manie - ma comunque autentica. Il tuo imbarazzo è il mio stupore.
C'è qualcosa di inspiegabile.
C'è qualcosa che, razionalmente, non ha senso.

Non può avere senso che nella domenica più calda dell'anno ci si metta in cammino lungo una strada in salita lunga 6.800 metri (calcolati con Gps) con la consapevolezza di rifarla anche in discesa (13.600 metri totali). Lo zaino in spalla, la crema 30 sulle spalle, cappello in testa. Il sudore che scivola sulle gambe mischiandosi alla polvere bianca della carreccia, i passeggini che arrancano, le famiglie che si ristorano a bordo strada mangiando insalata di riso. E poi i volontari, tanti, angeli custodi di un pellegrinaggio laico di circa 70mila persone.

Troppo semplice allestire concerti di solidarietà in piazza.

Era, è, lo spirito di RisorgiMarche, forse non troppo dichiarato ma credo auspicato: arrivare alla musica come meta di un percorso un po' difficile, per riscoprire la Natura, per riscoprire noi stessi in mezzo alla Natura.
Riscoprire l'autenticità di un popolo che prova sempre un po' di ebbrezza a vivere esperienze di massa, e questo credo sia un assioma della psicologia di massa universalmente riconosciuto, ma sempre meglio quest'ebbrezza alle code di Collestrada o al carnaio delle località balneari il 15 agosto.

Il nucleo dell'esperienza mistica è il concerto. Il “palco” al centro di una radura in pendenza su tre lati, un anfiteatro naturale su cui la musica si rinfrange con tonalità per me inedite e sicuramente suggestive.
Niente di particolarmente spettacolare ma pelle d'oca dall'inizio alla fine.
Canterà sul palco anche una bambina, suonerà pure Neri Marcorè.
Sembra quasi di stare a una festa grande dei boy-scout, nel senso stereotipato del termine perché io non ho mai preso parte a queste cose e le ho viste solo nei film.
Una festa spontanea e direi anche "ingenua" se non fosse che tendiamo a darle una concezione negativa. Una festa pura. Essenziale.

RISORGI MARCHE!

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