Ho una modesta laurea triennale, lavoro
come impiegato, vivo ancora coi miei, ho avuto sogni da sportivo
prima e giornalista poi. Non ho mai smesso di sognare di diventare un
(vero) giornalista sportivo. Ci sono andato vicino, a 23 anni ho
fatto il responsabile della redazione sportiva di un quotidiano di
provincia. Poi nulla più. Mi piace scrivere. Mi piacerebbe scrivere
come i miei idoli Gianni Clerici, Marco Pastonesi, Stefano Benni, il
povero Edmondo Berselli, Stephen King, Cormac McCarthy. Ho letto
circa 110 libri, ma solo tre negli ultimi quattro anni. Ho una bella
libreria, che spolvero due volte all'anno (a Ferragosto e Capodanno,
non proprio quei giorni lì, ma ci siamo capiti) e che conservo con
gelosia. Ma solo i libri ricevono queste attenzioni. In realtà non
ho un bel rapporto con le cose, potrei dimenticare una gomma bucata
di una bicicletta per mesi fino a farla imporrire (vi piace il
termine imporrire?), oppure far morire uno scooter poiché lasciato
fermo per settimane (è successo davvero).
Ho percorso alla guida 200.000 chilometri in
macchina, circa 170.000 in bicicletta e, arrotondando parecchio,
3.000 di corsa. In relazione alle mie effettive possibilità, credo
di aver avuto la fortuna di vedere parecchio mondo. Cioè volevo dire
Europa, non sono mai stato fuori dall'Europa e comunque non potrei:
non ho il passaporto. L'Italia, quella sì, la conosco abbastanza, o
perlomeno conosco le geografie locali, disciplina in cui sono
ferratissimo, che culo. Ho calpestato tutte le regioni, tranne la
Valle d'Aosta,la Basilicata e la Calabria i cui assessori regionali
al Turismo dopo aver letto questo post avranno come minimo il buon
cuore di invitarmi. La Sicilia la più bella, la Sardegna la più
autentica, Trentino e Veneto ex aequo le più vivibili, la Liguria la
più antipatica (oh guardate che l'ha detto anche chef Rubio l'altro
giorno su Canale 8!), la Romagna la più accogliente. L'Umbria la più
rustica. Ho visitato sette capitali europee e divorato con gli occhi
le mappe delle rispettive metro (no che dico, ad Amsterdam non c'è
la metro). Ho il terrore dei borseggiatori e dell'ago in vena. Soffro
di vertigini, non sempre o perlomeno non in tutti i contesti, e so
nuotare a malapena. Non ho fatto il militare e non so vestirmi.
Mi piace il coniglio in porchetta, il
mascarpone, la panzanella, la bresaola (tagliata spessa), la tagliata
di tonno, l'ocio arrosto e la pappa al pomodoro. Mi piacciono anche i
carciofi e tutte le varianti di cavolo. Mi piacciono le sagre, il
buon bere, i cocktail freschi d'estati e i vini corposi d'inverno, la
birra chiara doppio malto, vado matto per gli aperitivi (il concetto
stesso di aperitivo dovrebbe essere elevato a Tradizione Verace
Italica), mi piacciono i Palii, i Ceri di Gubbio, Wimbledon, mi piace
lo sport, tutto, quasi incondizionatamente. Mi piace la musica ma
sono stonato e non ci capisco niente. Mi piacciono i concerti ma sono
un po' cari. Mi piacevano anche le discoteche, ma ultimamente
preferisco vivere di giorno. Invidio Max Brigante e stimo Alessandro
Cattelan (il mio modello di vita), seguo Jovanotti, Sorrentino e
Servillo. Mi piace Tarantino. Ho nel cuore il dottor House, Cheyenne,
il collonnello Carrillo di Narcos, Julian Ross, Lupin ma - ancor più
di Lupin - Gemon.
Ho un debole per l'antropologia e
vorrei studiarla molto più di quanto abbia fatto. Vorrei condividere
e raccontare le storie di chi combatte ogni giorno una battaglia più
grande della mia, più o meno alla maniera di Pif. Ammiro tutto ciò
che c'è di autentico al mondo e ammiro chi offre se stesso per la
causa. Chi è in grado di immolare se stesso sull'altare per qualcosa
d'altro.

Nessun commento:
Posta un commento