domenica 23 ottobre 2016

Piuma

PIUMA

Un film di Roan Johnson; con Luigi Fedele, Blu Yoshimi, Sergio Pierattini, Michela Cescon.
Voto MyMovies: 3 stelle
Voto Cavalli Selvaggi: 7 e mezzo

La leggenda vuole che Piuma sia stato inserito nel programma di Venezia, seppur fuori concorso, per evitare la seconda figuraccia dopo il caso 2015 con l'esclusione di Jeeg Robot. Un'altra leggenda vuole che a Venezia Piuma sia stato accolto molto male, e c'era da immaginarselo. Anzi, forse forse non doveva neanche essere proposto.
Piuma non è un film da concorso, molto probabilmente non sarà neanche un film che verrà ricordato a lungo, eppure riesce con questa sua patina intangibile, sfuggente, a metà fra tragicomico e grottesco, fra la farsa e la commedia dell'arte, a dare alcuni spunti di riflessione. E una recensione la merita.

Il tema non il più originale del mondo (una maternità precoce e come affrontarla); la sceneggiatura fa aggrottare la fronte più volte – forse più di quanto lo faccia nel corso dei 98 minuti il protagonista maschio Ferro– e si ammoscia colpevolmente nel finale. Mettiamoci pure la malizia di saltare a pie' pari la profondità delle problematiche esposte e una scenografia quasi inesistente (che però ritengo sia programmatica, anche perché il regista Roan Johnson lavora molto spesso su primi piani stretti). 

Il film viene salvato dalla leggerezza, dalla sua piuma (titolo azzecatissimo!!!), verso la quale si dirige dichiaratamente e fieramente il registro narrativo. Una scelta consapevole e coraggiosa per una commedia alla maniera del primo Virzì. I giovanissimi Cate e Ferro affrontano i 9 mesi forse più memorabili e difficili della loro storia, fra ecografie “bizzarre” e la maturità, con un'ingenua sfrontatezza che impaurisce la famiglia di lui e mette nei guai il padre di lei. 

Lo spettatore, di pari passo con i genitori di Ferro (fantastica interpretazione di Sergio Pierattini nei panni del babbo), parte con il pregiudizio a tinte drammatiche, ormai comunissimo nella nostra società – Ma come fate a mantenerlo! C'è la crisi! Fare un figlio non è come prendere un gatto! - salvo poi via via arrivare alla conclusione che – forse forse – non c'è proprio nulla di grave nel mettere a mondo una creatura. Con tutti i difetti strutturali che può avere, Piuma ha un pregio ideologico di fondo che li cancella tutti: senza fare pipponi o mettere in scena esempi eroici ci ricorda con naturalezza che diventare genitori è la cosa più naturale al mondo.

Johnson prova inoltre ad arrivare ai sentimenti dello spettatore, riuscendoci in molti casi, utilizzando il furbo espediente delle registrazioni, con quella lettera alla bambina che è l'esempio più alto di una facilità di scrittura che contribuisce a sua volta a rendere il tutto meno noioso. Discreta recitazione corale, nella quale spicca il sorriso coinvolgente di Blu Yoshimi, così serenamente forte nei suoi dubbi e preoccupazioni, e Sergio Pierattini. Non male neanche Luigi Fedele, sicuramente ottimo nell'interpretare il ragazzotto di periferia a cui daresti volentieri un calcio in culo per farlo stare zitto, ma talvolta troppo ridondante in questa sua missione “espressiva”. Menzione doverosa per il "povero" Brando Pacitto, così troppo legato ai Braccialetti Rossi che ormai gli fanno fare sempre lo stesso identico ruolo. In bocca al lupo Brando!

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