Dove vai al mare?
Sul Conero
Sul... che?
Qui, vado qui al mare.
| Riviera del Conero vista dal Passo del Lupo |
In Toscana (e presumo anche Liguria,
Lazio ed Emilia), 1 persona su 10 è stata al Conero, 2 lo
hanno visto in cartolina, 2 ne hanno sentito parlare.
5 su 10 pensano che
sia una montagna dolomitica.
Eppure, in pieno Adriatico e a poche
decine di chilometri dalla Riviera, abbiamo mare pulito, natura,
collina, arte (Ancona, Loreto, Recanati), pesce buono e vino buono,
sabbia e scogli, acque basse e acque profonde, snorkeling e beach
volley. Se si dovesse rinunciare per motivi logistici a lunghe
trasferte nel sud, il Conero offre a tutto il centro Italia
un'alternativa validissima anche per un semplice weekend.
Ma non lo sa quasi nessuno.
Michele Serra ha appena celebrato su
Repubblica la Tovaglia a quadri di Anghiari e tutto il background
sociale, umano e culturale che ne sta alla base. Serra è rimasto
estasiato dalle “case povere che il tempo ha reso nobilissime, dal
cibo robusto ed eccellente”, “dalla signora che si affaccia alla
finestra”, è rimasto estasiato dall'Autentico. Ce ne sono a
migliaia in Italia di situazioni autentiche, il problema
insormontabile è che per continuare a essere tali devono restare
sottobosco, nascoste e sconosciute ai più. E della stessa "malattia" soffre forse il Conero.
È un circolo vizioso: un evento o un
luogo autentico è là dove si viene colpiti dalla Bellezza – b
maiuscola – di un paesaggio che mozza il fiato o di un rito
ancestrale che fa accapponare la pelle (e via discorrendo). La
Bellezza salverà il mondo. L'autentico merita perciò di essere
visto e contemplato. Ma tanti visitatori e tanti spettatori alla
lunga inquinano e deturpano l'autentico.
Credo che alla base delle difficoltà
di gestione turistica del nostro smisurato patrimonio ci sia proprio
la mancanza di equilibrio fra il dover conservare l'autenticità di
un sito e il dover giocoforza promuoverlo per farne attrazione
turistica.
O il sito è selvaggio, sconosciuto e inospitale;
oppure il sito è consumato, logoro, distrutto dal business del
turismo. La via di mezzo pare proprio impossibile, e forse per questo
in tanti neanche ci provano. Eppure qualche timido esempio resiste
(le Cinque Terre? le Crete Senesi? i laghi del nord? I borghi storici
del centro Italia, fra cui Volterra, San Gimignano, Orvieto, Norcia,
Todi, Pitigliano?): evidentemente la strada è percorribile.
E il Conero?
| Spiaggia dei Frati, Numana |
Il Conero convive da sempre con
l'handicap di avere le (poche) spiagge a ridosso del promontorio.
Panorama suggestivo, ma la gestione logistica deve aver fatto passare
brutte nottate ai vari sindaci.
Se Sirolo, però, è il classico
paesello arroccato da cui si scende in mare (anche a piedi, la
passeggiata sarà salutare) per un turismo di nicchia più che
giustificato; a Numana qualcuno o qualcosa ha convinto le istituzioni
che si poteva fare un turismo popolare. Apriti cielo. Da Marcelli
all'imbocco di Numana centro, un lungomare trafficato come Corso
Buenos Aires a Milano alle 8 di mattina; parcheggi praticamente
inventati alle pendici delle collina e direttamente in spiaggia
(!!!). Guardi in alto, verso la collina che sale ripida fitta di
vegetazione spontanea, e ringrazi il cielo che perlomeno l'abusivismo
è stato tenuto a bada. Prima di partire ti chiedi cosa ci guadagni
il Comune a offrire un servizio di trasporto completamente gratuito,
ma arrivato a Numana lo capisci subito.
Gli sforzi di normalizzazione
sono notevoli, ma il caos di una Riccione qualsiasi si abbina male a
una zona che per la sua conformazione pare sia nata per altri target.
Meglio va a Sirolo, con un però. Si ha
la sensazione che la città si sia seduta sugli allori.
Credo che nel
2015 si possa serenamente rivedere “l'impianto di discesa” al
mare, sono troppi i turisti che si avventurano a proprio rischio e
pericolo su sentieri impervi o dentro bus sgangherati. Basterebbe
un'opera di manutenzione dei sentieri (magari segnalati un po' meglio
con qualche cartellone esplicativo, perché no), una ristrutturazione
degli stabilimenti balneari, una modernizzazione del parco mezzi. E,
soprattutto, una valorizzazione dello spettacolare Passo del Lupo che
porta a un belvedere da perdere i sensi ma che... in teoria è chiuso
per ordinanza.
| Mare della spiaggia di S. Michele, Sirolo |
Le spiagge comunque, a parte lo
scenario da favola, sono molto “normali” e affollate
all'inverosimile in alta stagione, l'acqua è pulita ma non del tutto
cristallina (a 150 cm di profondità si vede il fondale solo di
mattina e solo se il mare è calmo). Da apprezzare semmai la varietà
del tipo di spiaggia, c'è di tutto, dalla sabbia fine agli scogli.
Per tutti i gusti.
| Due Sorelle viste dal Passo del Lupo |
Allucinante invece la gestione delle
visite alle Due Sorelle: centinaia di turisti ogni giorno sbarcano
come profughi su una caletta selvaggia per la modica cifra di 25 euro
per testa.
E prenderei questo spunto per una considerazione finale, a puro titolo esemplificativo, nel pieno rispetto di chi ci lavora e ci si impegna:
le Due Sorelle via mare così gestite sono il turismo-che-consuma;
le Due Sorelle a piedi sono il non-turismo perché non accessibile a tutti;
le Due Sorelle
a piedi su un sentiero valorizzato e messo in sicurezza (1€ a ingresso per compensare i costi di manutenzione) sarebbe la giusta via di mezzo.
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