domenica 19 ottobre 2014

La Fratticciola insegna

A un certo punto, lontano dalle ciacce col prosciutto e dal vin dolce, lontano dai carri trainati dalle bestie, lontano da tutto, realtà e fiction si sono toccate.



In chiesa, nella piccolissima chiesa della Fratticciola, un ragazzotto biondo e gioviale, tutto intonacato di nero, la cui figura artistica deve essere stata ispirata dal ben più noto Don Abbondio, era pronto a consacrare in matrimonio due ragazzotti suoi coetanei, accompagnati da un corteo di parenti noglobal, vestiti tutti colorati e contro il sistema. I testimoni con le chitarre e le camicie a fiori. Sull'altare un cameraman e alcuni fotografi.
Era, ovviamente, una scenetta recitata.

Ma a un certo punto è intervenuto il prete, quello vero, che ha dato la benedizione ai figuranti del matrimonio hippie celebrato da un altro prete, finto.

Chi c'era, dopo un attimo di sincero imbarazzo dovuto al curioso cortocircuito, ha sorriso.

Siamo stati tutti più felici, dopo.

Sacro e profano, il diavolo e l'acqua santa, segno più e segno meno della corrente, Nadir e Zenit. Roma e Lazio (più Roma che Lazio, a giudicare dalle bandiere). È stato un attimo, breve, forse insignificante. L'attimo in cui la festa della Fratticciola è diventata Autentica.

Quando l'Ideale incontra il Reale e fra i due c'è intesa, allora il Rito funziona, il Rito è autentico.

Non è più un gioco.

Non si scherza con la religione e non si scherza col fuoco (e infatti qui non ci scherzano, no, qui lo venerano con i brividi sulla schiena nel falò notturno dal fortissimo valore apotropaico).
La Fratticciola insegna. Non è detto che tutti debbano imparare, e a dire il vero Lei non ha nemmeno questa pretesa. Però Lei insegna.
 

In un recinto reale, dove – guarda caso - presenziano le istituzioni fondanti di ogni società
e ogni comunità come il Matrimonio, il Lavoro, la Famiglia, la Cucina e la Musica, la Fratticciola timidamente e con modestia riproduce la società ideale. E la mostra ai giovani, affinché non cada dell'oblio. E la vive intensamente, per un giorno. E la esorcizza, forse per sempre, dal pericolo delle malignità del mondo.



La Fratticciola, con la sua festa che è un inchino alla civiltà contadina e a tutto quello che ha significato per questa gente, insegna a evitare questo:



Che silenzio. Il ronzio sommesso del vento tra i fili. Alte piante di ambrosia lungo la strada. Fienarola e nolina. Più in là, fra le pietre degli arroyos, impronte di draghi. Le montagne di pietra grezza nell'ombra del tardo pomeriggio e verso est l'ascissa scintillante delle pianure desertiche, sotto un cielo dove cortine di pioggia si allungavano scure come fuliggine lungo tutto il quadrante. Vive in silenzio il dio che ha purgato questa terra con sale e cenere


Nessun commento:

Posta un commento