sabato 26 aprile 2014

L'altruismo squalificato

Questa è la storia di Francesco ed Enrico. Francesco ed Enrico sono due adolescenti come tanti, nel tempo libero pedalano. Corrono, corrono forte. Fino a qualche mese fa più Enrico che Francesco, adesso più Francesco che Enrico. E vincono. Tanto. Per quanto conti vincere a quest'età, ovviamente. Ve lo dice uno che in un'annata realizzò il poderoso record di restare sempre imbattuto e di cui poi si sono perse le tracce. Correva l'anno 2000, Enrico e Franceco non era nemmeno nati e capitò anche a me in due occasioni favorire e agevolare la vittoria di un mio stimatissimo compagno di squadra, anche lui scomparso nel nulla (sportivamente parlando, intendo). Ecco perché se ad Enrico e Francesco hanno appena tolto rispettivamente una vittoria e un secondo posto, risultati ottenuti sulla strada onestamente e lealmente, alla fine non è la morte di nessuno. Mica era la Milano-Sanremo.  

Però Enrico e Francesco tanto bene non ci sono rimasti, e più di loro due forse Fabio e Luca e tutti i dirigenti della loro società che giorno dopo giorno, anno dopo anno, si sacrificano per insegnar loro i paradigmi dello sport. 



È successo insomma che durante la volata finale, al termine di una bella corsa sul ciclodromo di Cavriglia, Francesco si sia trovato in netto vantaggio già a 100 metri dal traguardo, si sia girato per controllare dove fosse il compagno Enrico e, accortosi che dietro a Enrico il primo avversario era lontano 2-3 biciclette, gli ha fatto un gesto con la mano destra – indubbiamente plateale, questo sì – per invitarlo a sorpassarlo. Un segnale del tipo: “dai che andiamo a vincere insieme!”.


Dicono che il ciclismo faccia bene perché toglie i ragazzi dai famigerati “brutti giri” delle discoteche, e poi arriva un collegio di giuria che ti squalifica perché hai fatto vincere un tuo compagno di squadra. Anzi, che ti squalifica a te e al tuo compagno che – poveraccio – lui proprio non ha fatto assolutamente nulla. Solo la sua onesta volata. Enrico e Francesco retrocessi fino all'ultimo posto del gruppo in base all'articolo 3.15 del regolamento disciplinare federale, “azione scorretta a danno di concorrenti durante la volata”. Quale azione scorretta? Quali concorrenti? 

Una doppietta all'insegna del sano fair play e di una gioiosa intesa fra compagni che avrebbe fatto impazzire di gioia l'allenatore ma che è stata cancellata per sempre dall'ordine di arrivo. Una doppietta che rimarrà solo nelle foto e nei video, immagini che paradossalmente non testimoniano la realtà perché i protagonisti della scena sono stati cancellati a posteriori da alcuni cavilli burocratici. Depennati, volatizzati, spariti. 

Prima ancora di ritrovare la gente a bordo strada a vedere i ciclisti, sarebbe necessario ritrovare un po' di buon senso.

7 commenti:

  1. ogni corridore deve rispettare la sua maglia e fare la propria gara; I direttori di gara potevano tranquillamente squalificarli anche per una settimana...

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    1. mi dici per favore che articolo del regolamento hai citato?

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  2. mi viene il vomito! federico caretta

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  3. non ci trovo niente di male, anzi questo è anche il bello del ciclismo, dove si vedono due compagni di squadra che vogliono vincere assieme non vedo perchè gli hanno tolto le vittorie.... peccato veramente

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  4. ...inoltre applaudiamo la ciclista che sulla riga del traguardo sorpassa la compagna di squadra che era stata in fuga per tutta la gara...le avversarie erano dietro di qualche bicicletta!!! Il mondo va al rovescio!!! Poi non lamentiamoci se i/le ragazzi/e smettono di fare lo sport!

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  5. il problema e' che il piu delle volte i collegi di giuria non assecondano la buona riuscita delle gare impugnando fiscalmente il regolamento senza neanche un pizzico di elasticita' !!!!!! mi piacerebbe sapere chi erano i membri della giuria in questa gara !!! grazie

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  6. Probabilmente questi signori giudici il presidente in primis, inquanto oltre ad essere colui che cordina la giuria è anche un commissario nazionale con gare di livello anche professionistico alle spalle, non si sono ancora accorti che da oltre 3 anni il regolamento non vieta più il gioco di squadra nella categorie esordienti ed allievi, tale dievieto è solo per le gare in pista, quindi sono stati costretti ad inventarsi una scorrettezza che non c'era, purtroppo essendo un provvedimento per fatti di corsa credo sia impossibile per chiunque cambiare le sorti dell'arrivo, ma la vittoria moralmente rimane certamente ai ragazzi del pedale toscano, l'unica cosa che veremante dobbiamo augurarci che il tutto arrivi alle commissioni regionale e nazionale dei giudici e le stesse sappiano fare in modo di mettere i tre signori designati alla gara di Cavriglia, in condizioni di non provocare ulteriori danni allo sport più bello del mondo, per chi li chiedeva i nomi, che sono pubblici sul sito della f.c.i. nello spazio prossime gare sono: Presidente Nannini Franco componente Valleri Marco Giudice di Arrivo Merlini Sonia.
    L'ultimo pensiero essendo l'inagurazione della scuola del ciclismo come prima lezione RAGAZZI DIMENTICATELA!!!!!!!

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