sabato 21 luglio 2018

Avere 30 anni



Ho una modesta laurea triennale, lavoro come impiegato, vivo ancora coi miei, ho avuto sogni da sportivo prima e giornalista poi. Non ho mai smesso di sognare di diventare un (vero) giornalista sportivo. Ci sono andato vicino, a 23 anni ho fatto il responsabile della redazione sportiva di un quotidiano di provincia. Poi nulla più. Mi piace scrivere. Mi piacerebbe scrivere come i miei idoli Gianni Clerici, Marco Pastonesi, Stefano Benni, il povero Edmondo Berselli, Stephen King, Cormac McCarthy. Ho letto circa 110 libri, ma solo tre negli ultimi quattro anni. Ho una bella libreria, che spolvero due volte all'anno (a Ferragosto e Capodanno, non proprio quei giorni lì, ma ci siamo capiti) e che conservo con gelosia. Ma solo i libri ricevono queste attenzioni. In realtà non ho un bel rapporto con le cose, potrei dimenticare una gomma bucata di una bicicletta per mesi fino a farla imporrire (vi piace il termine imporrire?), oppure far morire uno scooter poiché lasciato fermo per settimane (è successo davvero).

Ho percorso alla guida 200.000 chilometri in macchina, circa 170.000 in bicicletta e, arrotondando parecchio, 3.000 di corsa. In relazione alle mie effettive possibilità, credo di aver avuto la fortuna di vedere parecchio mondo. Cioè volevo dire Europa, non sono mai stato fuori dall'Europa e comunque non potrei: non ho il passaporto. L'Italia, quella sì, la conosco abbastanza, o perlomeno conosco le geografie locali, disciplina in cui sono ferratissimo, che culo. Ho calpestato tutte le regioni, tranne la Valle d'Aosta,la Basilicata e la Calabria i cui assessori regionali al Turismo dopo aver letto questo post avranno come minimo il buon cuore di invitarmi. La Sicilia la più bella, la Sardegna la più autentica, Trentino e Veneto ex aequo le più vivibili, la Liguria la più antipatica (oh guardate che l'ha detto anche chef Rubio l'altro giorno su Canale 8!), la Romagna la più accogliente. L'Umbria la più rustica. Ho visitato sette capitali europee e divorato con gli occhi le mappe delle rispettive metro (no che dico, ad Amsterdam non c'è la metro). Ho il terrore dei borseggiatori e dell'ago in vena. Soffro di vertigini, non sempre o perlomeno non in tutti i contesti, e so nuotare a malapena. Non ho fatto il militare e non so vestirmi.

Mi piace il coniglio in porchetta, il mascarpone, la panzanella, la bresaola (tagliata spessa), la tagliata di tonno, l'ocio arrosto e la pappa al pomodoro. Mi piacciono anche i carciofi e tutte le varianti di cavolo. Mi piacciono le sagre, il buon bere, i cocktail freschi d'estati e i vini corposi d'inverno, la birra chiara doppio malto, vado matto per gli aperitivi (il concetto stesso di aperitivo dovrebbe essere elevato a Tradizione Verace Italica), mi piacciono i Palii, i Ceri di Gubbio, Wimbledon, mi piace lo sport, tutto, quasi incondizionatamente. Mi piace la musica ma sono stonato e non ci capisco niente. Mi piacciono i concerti ma sono un po' cari. Mi piacevano anche le discoteche, ma ultimamente preferisco vivere di giorno. Invidio Max Brigante e stimo Alessandro Cattelan (il mio modello di vita), seguo Jovanotti, Sorrentino e Servillo. Mi piace Tarantino. Ho nel cuore il dottor House, Cheyenne, il collonnello Carrillo di Narcos, Julian Ross, Lupin ma - ancor più di Lupin - Gemon.

Ho un debole per l'antropologia e vorrei studiarla molto più di quanto abbia fatto. Vorrei condividere e raccontare le storie di chi combatte ogni giorno una battaglia più grande della mia, più o meno alla maniera di Pif. Ammiro tutto ciò che c'è di autentico al mondo e ammiro chi offre se stesso per la causa. Chi è in grado di immolare se stesso sull'altare per qualcosa d'altro.