lunedì 4 luglio 2016

E' questo il Palio che sognavo da bambino



Il rumore delle palline che sbattono nell'urna è percepibile fin al carro armato, cioè fin dov'era il carro armato. Silenzio. Pichiano ha baciato la pallina giallorossa, ma la pallina giallorossa non vuole uscire. Resta ultima, intimorita. Manda avanti l'amica arancioverde, poi l'altra biancoazzurra. Ma la pallina è l'unica cosa giallorossa che ha paura in questa piazza. Una pallina timida non può spezzarci le gambe, siamo qui, stringiamoci, giochiamocela.

[Sabato 23.04.2016, ore 10:31] Sulle dolci colline verso Puntabella, freddo e vento, nuvole cattive troppo cattive, fuori stagione e fuori tempo. Il cenino a puttane. Le Kriss&Kriss annunciano una canzone il cui autore è uno che cucina su tre fornelli. Non so cosa significhi ma il ritmo è quello giusto. Giusto. So che mi alzo sui pedali, alò a 'sto cenino se spacca i culi.
Più tardi, nel magazzino della Polisportiva Montecchio Vesponi, qualche bordellotto mi si avvicina e mi chiede “allora se vince sto Palio?”. Sorrido. Ci stiamo lavorando.

La prima ora di mossa scorre via. Lenta, viscida, dolorosa. Ma scorre, e questo basta. Noi
non abbiamo fretta, stiamo qui fino al buio. Dal Porcini vacci te. A un certo punto – verso le 20,45, alla quarta bottiglietta d'acqua ingerita e subito sputicchiata – mi stacco dalla calca e mi giro verso la piazza. Mi passo la maglia sulle labbra, e lascio un'impronta marrone. Siamo già pieni di terra e ne mangeremo ancora tanta, quanto è vero Dio, però stasera l'avete assaggiata un po' anche voi altri, vero?

[Sabato 07.05.2016, ore 21:23] In San Lazzo violenti rivoli di acqua, in cielo i fulmini. In vicolo dei Galli è rimasto tutto com'era oggi pomeriggio alle 5, quando ancora splendeva il sole. Dobbiamo smontare l'allestimento. Coi sacchi neri della spazzatura indosso, tagliati ad altezza collo e altezza braccia, e con la cuffia da aiuto-cuochi, corriamo nel vicolo. Io, la Bene, la Luisa e altri fantasmi nella notte.

La svolta avviene al ritiro del Casu, a cui seguono 15 minuti di sospensione: paradossalmente l'imminenza delle tenebre potrebbe preoccuparci. Come dicono nel calcio o nel basket, l'inerzia parrebbe essersi spostata a nostro favore e adesso vogliamo correre. Ma nessuno lo dice. Tranquilli, ricordo tutto di quella sera, ricordo anche che nessuno ma proprio nessuno sia stato tanto sbadato da dirlo.

[Domenica 29.05.2016, ore 16:48] Corriamo sotto il diluvio anche a Ferrara, in pieno centro storico, forse il nostro destino di figli della Lupa è correre. O rincorrere. Il Palio è stato rinviato. Ok, adesso una persona normale dovrebbe chiedersi: ma chi me lo fa fare di andare a Ferrara quando Giuliacci, Corazzon, l'Argentelli e Nostradamus hanno previsto piogge per tutto il pomeriggio?
Giulia, Redi e Tommy io vi voglio bene, ma salite in macchina e non chiedete niente a nessuno. Già è tanto se non ci han fatto la multa, fidatevi.

Della mossa buona ricordo due ombre giallorosse in testa dopo 50 metri. Della mossa buona ricordo i primi quattro interminabili secondi nei quali apro il cuore e sgrano gli occhi, in slow motionnon scoppia nessun mortaretto. Non scoppia niente. Della mossa buona ricordo Dino che con una calma glaciale, quasi irriverente vista la situazione, alza il Carboni e lo para. Che ci crediate o meno, anch'io sono calmissimo.
Ora.
E ora, in latino, non vuol dire "adesso".

[Sabato 11.06.2016, ore 18:55] In sede, prima della Gara, apparecchio per la cena dei nostri alfieri. Ho un gesto per tanti di loro. Soprattutto per il Redi e per il Brillo. Per la Luisa. Non volevo e non potevo restarne fuori. Anche e soprattutto dopo la sconfitta.

Al secondo giro Andrea infila dall'interno il Carboni e Dino, un doppio sorpasso. Gli occhi ormai fuori dalle orbite, se non altro per cercare di vedere meglio. La polvere e il buio. La polvere è altissima, il buio è quasi esoterico. Lo spirito delle tenebre illuminato dalla luce vacua e artificiale di un neon bianco. E nelle tenebre due giubbetti rossi e gialli. E per la prima volta dopo 30 secondi, finalmente, riesco a muovere le gambe. Di fianco un uomo con una maglia blu, è mio babbo (quello vero), lo abbraccio da dietro. Non accadeva dal primo luglio 2001.

[Sabato 18.06.2016, ore 16:46] Clop, clop, clop. Bambini silenzio. Fate silenzio,
per favore. Ecco i cavalli. Gli zoccoli riecheggiano sui muri di vicolo dei Galli. Arrivano Pressing de Mores, Qui Pro Quo, Quattro Mori. Il cavallo è l'entità che vive il Palio e lo sublima; il cavallo è il razionale che si fa irrazionale; il cavallo è l'animale bellissimo che Dio ha creato per dirci che la nostra mente arriva fino a un certo punto, e che oltre questo punto contano le gambe e il cuore.
Il cavallo è l'animale che ammutolisce e ammalia 40 bambini durante una preghiera.

Quando scoppia il triplice mortaretto mi trovo – solo - nella zona fra la mossa e il Foro Boario. Corro verso l'ingresso del Foro Boario. Sto per saltare ma un addetto della Vab incrocia le braccia per dissuadermi, per circa 8 centesimi di secondo gli do anche retta. Poi però accanto a me c'è Ciro, Ciro salta, e salto anch'io. Un tuffo nella terra. Sono talmente lucido e concentrato da guardarmi intorno per non esser investito da qualche cavallo, schivo Stenfort, e finalmente intravedo o forse semplicemente sogno una sagoma giallorossa. E' Dino, sta fermando Qui Pro Quo. Si ferma davanti a me, abbraccio il cavallo e abbraccio Dino. Spalanco la bocca per urlare ma non esce niente. Sto urlando in silenzio. L'estasi.

Corro poi dai miei fratelli che hanno preso il Palio. Il primo che abbraccio è il Bisto. Poi tutti gli altri miei fratelli. Fra cui anche quello biologico. E ancora urlo in silenzio. Sudo, salto e urlo in silenzio. Le prime parole che escono, con la voce strozzata da una laringite aggravata da urla, canti, terra e alcolici, le urlo sull'orecchio destro di Pichiano: “Ma che cazzo hai fatto!”.

Abbiamo mangiato tanta terra e tanta ne mangeremo ancora, ma neanche la pancia piena di atroci sconfitte e dolorose testate sul muro potrà mai piegare la nostra voglia di cantare, correre e lottare.
E' questo il Palio che sognavo da bambino!