martedì 15 settembre 2015

Grazie prof. Google

Dietro al nuovo logo di Google è già partita una vera guerra internazionale di idee, roba che la “questione immigrati” è una scemenza al confronto. Il Post ne dà ampia documentazione. E – forse forse – tutta questa risonanza è meritata e legittima. Nel senso che, al di là dell'urgenza storica e del dramma umanitario dei profughi in Europa (di fronte ai quale nessuno può restare impunito, sia chiaro), Google accomuna più di 3 miliardi di persone ogni giorno. Google è storia, che lo vogliate o meno.




L'immagine, che pare una vignetta satirica per lo stile, è passata per caso su Facebook. E potrebbe essere l'immagine di copertina di una tesi di laurea in una di quelle materie fighe tipo web design.

Fra le tanti cose bellissime che potremmo scrivere dentro la tesi ammirando l'evoluzione dei loghi Google nel corso del tempo, ce ne sarebbe una che probabilmente non avrebbe riferimento bibliografico perché trattasi di tematica ancora inesplorata e che sotto sotto incute terrore (ne parlavo anche qui).

Lo stile minimal e smart del nuovo logo, ideato più che altro per agevolare la sua fruizione su tutti i dispositivi perché graficamente pulito, è anche uno stile post-barocco. Via i fronzoli, via i serif, via i rilievi della prima – leggendaria – versione.
E la Storia insegna che, generalmente, dopo il Barocco si riparte da zero.
Non si può che migliorare, quindi.

La cosa bellissima che scriverei dentro la tesi è questa: grazie a Google abbiamo scoperto che gli anni 10 sono più belli degli anni 00.
E naturalmente abbiamo paura a dirlo.