Dietro al nuovo logo di Google è già
partita una vera guerra internazionale di idee, roba che la
“questione immigrati” è una scemenza al confronto. Il Post ne dà
ampia documentazione. E – forse forse – tutta questa risonanza è
meritata e legittima. Nel senso che, al di là dell'urgenza storica e
del dramma umanitario dei profughi in Europa (di fronte ai quale
nessuno può restare impunito, sia chiaro), Google accomuna più di 3
miliardi di persone ogni giorno. Google è storia, che lo vogliate o
meno.
L'immagine, che pare una vignetta
satirica per lo stile, è passata per caso su Facebook. E potrebbe
essere l'immagine di copertina di una tesi di laurea in una di quelle
materie fighe tipo web design.
Fra le tanti cose bellissime che
potremmo scrivere dentro la tesi ammirando l'evoluzione dei loghi
Google nel corso del tempo, ce ne sarebbe una che probabilmente non
avrebbe riferimento bibliografico perché trattasi di tematica ancora
inesplorata e che sotto sotto incute terrore (ne parlavo anche qui).
Lo stile minimal e smart del nuovo
logo, ideato più che altro per agevolare la sua fruizione su
tutti i dispositivi perché graficamente pulito, è anche
uno stile post-barocco. Via i fronzoli, via i serif, via i rilievi
della prima – leggendaria – versione.
E la Storia insegna che, generalmente,
dopo il Barocco si riparte da zero.
Non si può che migliorare, quindi.
La cosa bellissima che scriverei dentro
la tesi è questa: grazie a Google abbiamo scoperto che gli anni 10
sono più belli degli anni 00.
E naturalmente abbiamo paura a dirlo.