Questa è la storia di Francesco ed
Enrico. Francesco ed Enrico sono due adolescenti come tanti, nel
tempo libero pedalano. Corrono, corrono forte. Fino a qualche mese fa
più Enrico che Francesco, adesso più Francesco che Enrico. E
vincono. Tanto. Per quanto conti vincere a quest'età, ovviamente. Ve
lo dice uno che in un'annata realizzò il poderoso record di restare
sempre imbattuto e di cui poi si sono perse le tracce. Correva l'anno
2000, Enrico e Franceco non era nemmeno nati e capitò anche a me in
due occasioni favorire e agevolare la vittoria di un mio stimatissimo
compagno di squadra, anche lui scomparso nel nulla (sportivamente
parlando, intendo). Ecco perché se ad Enrico e Francesco hanno
appena tolto rispettivamente una vittoria e un secondo posto,
risultati ottenuti sulla strada onestamente e lealmente, alla fine
non è la morte di nessuno. Mica era la Milano-Sanremo.
Però Enrico e Francesco tanto bene non ci sono rimasti, e più di loro due forse Fabio e Luca e tutti i dirigenti della loro società che giorno dopo giorno, anno dopo anno, si sacrificano per insegnar loro i paradigmi dello sport.
Però Enrico e Francesco tanto bene non ci sono rimasti, e più di loro due forse Fabio e Luca e tutti i dirigenti della loro società che giorno dopo giorno, anno dopo anno, si sacrificano per insegnar loro i paradigmi dello sport.
È successo insomma che durante la volata finale, al
termine di una bella corsa sul ciclodromo di Cavriglia, Francesco si
sia trovato in netto vantaggio già a 100 metri dal traguardo, si sia
girato per controllare dove fosse il compagno Enrico e, accortosi che
dietro a Enrico il primo avversario era lontano 2-3 biciclette, gli
ha fatto un gesto con la mano destra – indubbiamente plateale,
questo sì – per invitarlo a sorpassarlo. Un segnale del tipo: “dai
che andiamo a vincere insieme!”.
Dicono che il ciclismo faccia bene perché toglie i ragazzi dai famigerati “brutti giri” delle discoteche, e poi arriva un collegio di giuria che ti squalifica perché hai fatto vincere un tuo compagno di squadra. Anzi, che ti squalifica a te e al tuo compagno che – poveraccio – lui proprio non ha fatto assolutamente nulla. Solo la sua onesta volata. Enrico e Francesco retrocessi fino all'ultimo posto del gruppo in base all'articolo 3.15 del regolamento disciplinare federale, “azione scorretta a danno di concorrenti durante la volata”. Quale azione scorretta? Quali concorrenti?
Una doppietta all'insegna del sano fair play e di una gioiosa intesa fra compagni che avrebbe fatto impazzire di gioia l'allenatore ma che è stata cancellata per sempre dall'ordine di arrivo. Una doppietta che rimarrà solo nelle foto e nei video, immagini che paradossalmente non testimoniano la realtà perché i protagonisti della scena sono stati cancellati a posteriori da alcuni cavilli burocratici. Depennati, volatizzati, spariti.
Prima ancora di ritrovare la gente a
bordo strada a vedere i ciclisti, sarebbe necessario ritrovare un po'
di buon senso.
